mercoledì 13 marzo 2013

Friedrich Wilhelm Nietzsche

Il Dio dell'Ebrezza e Quello dell'Armonia

Analizzando la tragedia greca,  Nietzsche individua due elementi : lo spirito dionisiaco e quello apollineo. Il primo può essere descritto come il sentimento  della fondamentale caoticità dell'essere, che domina lo spirito greco delle origini: è il trionfo di Dioniso, dio dell’ebrezza , dell’orgia  e della passione che trova la sua migliore espressione  nella musica e rappresenta l’unione dell’uomo con la natura. Il secondo corrisponde all’immagine tradizionale della classicità come serena e limpida armonia di forme, e infatti è associata alla figura di Apollo. Esso incarna la componente razionale del mondo greco, che per Nietzsche non è altro che una reazione “malata “e decadente all’irrazionalità dell’esistenza. Lo spirito apollineo trova la sua espressione più compiuta nelle arti plastiche. La vera arte può nascere soltanto dalla compresenza di questi due impulsi opposti, ma questo, nell’intera storia della nostra civiltà, è avvenuto soltanto nella Grecia presocratica. Nell’opposizione fra dionisiaco e apollineo, la filosofia si trova in tutta la parte della  forma, della misura  e della razionalità. Ma questa “parte“ è per Nietzsche quella della malattia e della morte. Lo spirito dionisiaco è infatti lo spirito della vita, mentre lo spirito apollineo nasce dalla paura dell’imprevedibilità del reale e del desiderio di fuga.  Secondo Nietzsche, a partire da Socrate, tutta la storia della nostra filosofia non è altro che una malattia; tutti i filosofi, hanno cercato ad ogni costo di illuminare la vita, ma cosi facendo l’hanno solo pietrificata, richiudendola in una gabbia di leggi. La celebrazione nietzschiana dello spirito tragico e dionisiaco coincide con una forma di celebrazione della vita, che non può venir definita nè “ pessimista “ né “ ottimista” in quanto tende a porsi al di là del pessimismo e dell’ottimismo. 



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